
S MALACHIA di Armagh
Malachia O’Morgair di Armagh, nato in Irlanda (1094 -1148), arcivescovo e noto riformatore della chiesa Irlandese, è venerato come santo dalla chiesa cattolica.
Grande amico di Bernardo di Chiaravalle, è riconosciuto come l’autore della “Prophetia de Summis Pontificibus”, scritta in epoca medievale (1140 ca) ma pubblicata solo nel 1595 dal benedettino Arnold Wion nel suo libro Lignum Vitae.
Nella “Prophetia” vengono indicati da Malachia tutti i successivi 111 papi della Chiesa Cattolica (1), dal 1143 (Papa Celestino) ad oggi. La lista, avuta durante una visione mistica, viene data sotto forma di iscrizioni latine contenenti, per ciascun papa, un motto, nel quale vengono descritti degli aspetti fondamentali della vita o dello stemma di un papa.
La “Prophetia” è stata ed è tuttora, neanche a dirlo, oggetto di molteplici studi e controversie. E’ tuttavia un fatto riconosciuto che, sebbene alcune definizioni, soprattutto per i pontefici antecedenti al 1595, siano ritenute ‘generiche’, la straordinaria esattezza di certe altre premonizioni o definizioni papali ha impressionato non pochi.
Il fenomenale interesse che questa profezia sta generando è legata al fatto che Benedetto XVI, descritto dal motto ‘De Gloria olivae’ (2) è indicato come il 111° pontefice, cioè l’ultimo della lista. La presenza del numero 111 é, secondo noi, altamente significativa essendo, il 111, simbolo dell’unione tra Cielo-Terra-Uomo, indicativo cioé di un ‘portale’ cosmico e temporale che favorirebbe l’apertura del pensiero umano ai misteri dell’universo, quest’ultimo inteso come la manifestazione stessa della divinità.
La coincidenza della fine del papato anticipata da San Malachia con altre profezie sulla fine dei tempi (Maya 2012, Indiani Hopi e Nostradamus), pone in effetti degli interrogativi stimolanti.
C’è comunque un equivoco che sembra circolare riguardo l’epoca presente e relativi catastrofismi (vedasi il recente colossal americano sul 2012) e concerne appunto il fatto sulla presunta apocalisse o “fine del mondo” che incomberebbe sulla nostra civiltà.
Per quanto innegabile, l’unicità e straordinarietà epocale del presente periodo storico - Cambiamento Climatico Globale e inversione dei poli magnetici terrestri, argomento sul quale ritorneremo - non riguarda tanto (non solo) la “fine”, ma l’inizio di un’era nuova (età dell’Acquario) che dovrebbe innescare nel mondo una rinascita sia culturale che spirituale.
A questo proposito, riportiamo un’altra interessante profezia, quella dei ‘tre papi’:
“Il 20 dicembre 1962 … la Madonna rivelò alla ragazzina spagnola Conchita Gonzales, durante una delle sue numerose e famose apparizioni a Garabandal, un “segreto” che lei rivelò alla madre il 3 giugno 1963, in occasione della morte di papa Giovanni XXIII. Fu allora che Conchita disse apertamente a sua madre e poi ad altri: “Ora restano solo tre papi”. “Ma come fai a saperlo?”, le chiese la madre. “Me l’ha detto la Madonna”. “Allora sta per venire la fine del mondo?”. “La Madonna non ha parlato di “fine del mondo”, ma di “fine dei tempi”. “E che differenza c’è?”. “Questo io non so. So solo che mi ha detto che dopo questo Papa ce ne saranno altri tre, poi giungerà la “fine dei tempi”.
I tre papi prima della “fine dei tempi” sono stati Paolo VI, Giovanni Paolo I e Papa Wojtyla. Cio’ vuol dire che, secondo le profezie di Garabandel, la fine dei tempi è cominciata con quest’ultimo papa che è Benedetto XVI, in accordo con la profezia di San Malachia. La fine dei tempi è quindi una fase (predetta anche nell’Apocalisse di Giovanni) che evidentemente inizia con il 111esimo Papa della profezia di San Malachia, cioè Benedetto XVI…” (3)
Sono molti i ricercatori contemporanei che hanno scrutinato e commentato i numerosi testi o fonti antiche che, in effetti, presentano la nostra era come l’era della “fine dei tempi”. Di alcune di queste fonti ci siamo occupati nel testo “Celestial Earth”.
Per quanto ci riguarda, in base alle informazioni da noi possedute e agli studi fatti durante anni di ricerca, riflessione e osservazione, siamo in grado di confermare che l’imminente futuro riserverà molte straordinarie sorprese nonché eroiche prove di coraggio, fiducia e solidarietà che aiuteranno l’umanità a superare l’orlo dell’”abisso” sul quale si affaccia la terra nel momento storico presente.
L’orlo dell’abisso si riferisce al fenomeno astrologico della fine del passaggio dell’asse terrestre attraverso la costellazione dei Pesci (l’ultimo segno dello Zodiaco) e l’entrata nel segno dell’Acquario.
Ma non solo.
Ci sono altri fenomeni epocali in atto, quali ad esempio la fine del ‘Kali Yuga’ (l’età nera – intesa come epoca della discesa nel fisico e separazione dal mondo divino); l’allineamento galattico del 21 dicembre 2012 e il ritorno dei “signori delle stelle”; precessione degli equinozi, inversione dei poli magnetici della terra (un evento descritto anche da Platone nel ‘Politico’) e susseguente disordine geologico; fine del ciclo cosmico maschile (patriarcale e materialista) e inizio di un ciclo femminile di rinascita spirituale (età dell’Acquario).
Rudolf Steiner, nel suo trattato sul metodo di agricoltura biodinamica, afferma che lo stato caotico facilita la ricettività del seme, del suolo e della terra agli influssi cosmici, senza i quali influssi non c’è germinazione e crescita delle piante (4). L’aratura e il ribaltamento delle zolle, il mettere ‘sotto sopra’, l’esporre le interiora terrene all’energia cosmica, ne causerebbero la rigenerazione.
Per analogia, il crescente stato di caos climatico e geologico (terremoti, alluvioni..), politico e sociale che stiamo sperimentando, sarebbe dunque propedeutico alla rigenerazione dello spirito umano.
Se si preferisce vedere l’imminente apocalisse come un ‘castigo’ o punizione divina – visione tipica della tradizione cattolica che si rispecchia in alcune profezie di santi e veggenti – si è naturalmente liberi di farlo. Un’interpretazione più obbiettiva dei fatti considera tuttavia queste catastrofi contemporanee e future come un processo naturale di purificazione, un ‘parto’ epocale e fenomeno necessario conosciuto in occultismo come “il Grande Regolatore” – una legge karmica che agisce nel momento predestinato, in accordo e in armonia con l’evoluzione cosmica (5).
Ci sono tuttavia altri risvolti inquietanti, di cui ci siamo occupati in “Celestial Earth” e su cui continuiamo a indagare, poiché “caos” e disordine sono spesso identificati con l’opera per eccellenza e la furia distruttrice del maligno, cioè del diavolo, altrimenti detto Mefistofele, Satana o, in Antroposofia, Ahriman. Secondo la scienza spirituale stiamo infatti vivendo un’epoca in cui la presenza del demonio è, e sarà ancora di più, particolarmente attiva, un’affermazione a cui fa eco la profezia della Monaca di Dresda (1680-1706 ca.) la quale predisse con precisione l’avvento dell’impero del maligno: <<Tra il 1850 e il 2000 verrà edificata sulla terra un’enorme quantità di Torri di Babele. Tutti parleranno, ma nessuno riuscirà ad intendere ciò che dicono gli altri e le macchine aumenteranno la confusione, perché giungerà il tempo in cui la voce dell’uomo non conterà più, ma sarà la macchina a parlare. E nessuno capirà quella parola>>. In modo preciso si profetizza anche l’insediamento degli ‘spiriti delle tenebre’ sulla terra, tra il 1940 e il 2010, quando “dominerà sulla terra la gerarchia satanica, guidata da un demone che parlerà la lingua di Attila [l’inganno e la menzogna], ma che indosserà le vesti di cesare” (6).
Se da un lato la furia devastatrice degli elementi rende possibili nuovi equilibri, dall’altro rischia di creare catastrofismo e degenazione gratuita se l’uomo non è pronto a vedere la realtà per quello che è e ad affrontare la sfida epocale che gli viene proposta.
E’ quindi essenziale, secondo noi, educare ed educarsi alla conoscenza e comprensione dei grandi misteri di questo bellissimo universo di cui siamo ospiti.
NOTE:
(1) Ci sarebbe un 112emo papa (Pietro Romano), ma sono in molti a ritenere che si tratta di un’aggiunta postuma al testo originario. Secondo i nostri riferimenti culturali, Pietro Romano non sarebbe neanche un papa in carne ed ossa, la sua venuta coinciderebbe infatti con la fine dell’apocalisse biblica e la distruzione di Roma (del Pontificato), quando l’umanità sarà passata ad una plasticità incorporea (la cronologia esoterica Steineriana pone la “fine del mondo” oltre il 7900AD);
(2) De Gloria olivae. Per alcuni, il motto di Papa Ratzinger farebbe riferimento al nome Benedetto, poiché i membri dell’ordine benedettino sono anche noti come gli Olivetani, il cui stemma è un ramo d’Olivo. Per altri, sarebbe implicato nel motto ‘di colore olivastro’ (leggenda del Papa Nero o Ultimo Papa) riferendosi allo stemma o araldo di Benedetto XVI dove è anche rappresentato un re moro, una testa nera (“moro di Frisinga” o ‘caput ethiopicum’ simbolo della Diocesi di Frisinga di cui Ratzinger fu arcivescovo);
(3) Fonte web: Profezie sull’ultimo papa – Profezie cristiane
(4) Rudolf Steiner, Agricolture Corse – The birth of the Biodynamic Method, RSP 2008 (pag 52)
(5) H.P. Blavatsky, La Dottrina Secreta, Stanza 11 (43)
(6) Fonte: sito web di Paolo Giovetti
Tutti i diritti riservati (C) Erace Lestis. Pagina aggiornata il 21.02.2010

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