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    ♦ E’ l’Italia omofobica?

    E’ l’ITALIA OMOFOBICA?

    E’ L’ITALIA OMOFOBICA ?
    Italie est-elle homophobe ?
     
     
    Questa news gallery propone anche brani estratti da un articolo in lingua francese apparso sulla rivista “NOUS” (Ottobre 2009), diffusa gratuitamente nei locali e luoghi d’incontro gay della Costa Azzurra.
     
    Nell’articolo si riflette su alcuni fatti piuttosto gravi e violenti di omofobia avvenuti a Roma tra l’agosto e settembre 2009 e riconducibili a individui e/o gruppi d’orientamento neofascista. A questa ondata di violenza omofobica si rispose con una manifestazione che le associazioni gay fecero al Colosseo, inneggiando, con lo slogan ‘I have a Dream’ che fu di  Martin Luter King, ad una società dove ognuno è libero di amare chi vuole. Per tutta risposta, nei giorni seguenti la manifestazione, uno striscione di provenienza neonazista fu affisso nei pressi del Colosseo con la scritta:
     
    “I have a Dream: I Froci al Colosseo ma con i leoni!”
    Image: ‘Nous’ Ott09
     
    Riconoscendo il profondo cambiamento sociale che negli ultimi venti anni ha fatto nascere in Italia una maggiore apertura, tolleranza e comprensione verso l’omosessualità maschile in particolare, l’autore dell’articolo (E. Séroul) suggerisce tuttavia che certi clichè e pregiudizi contro gli omosessuali rimangono, e rischiano di restare ben radicati nell’immaginario popolare degli Italiani, proprio perché gli Italiani… sono Italiani!
     
    Un rapporto millenario lega, infatti, l’Italia alla Chiesa Cattolica, al Vaticano, al Papa (una sorta di nuovo Cesar la cui egemonia religiosa è pressoché mondiale) e, da qualche decennio, è anche legata – l’Italia – a quella figura tanto autorevole, autoritaria e fanfaronica quanto un po’ Mussoliniana – aggiungiamo noi – che è Silvio Berlusconi, a capo della più grande coalizione italiana di centro-destra, promotrice di un idealismo politico piuttosto arrogante, elitario e nostalgico (non ricorda forse, Berlusconi, il paterfamilias (1) dell’antica Roma?).
     berlu2-460.jpg
    Questo suo rapporto millenario, dunque, con l’autoritarismo patriarcale, la tradizione della Sacra Famiglia e il Cattolicesimo (2), spiegherebbe perché in l’Italia si stenta ancora ad accettare l’identità gay come forma d’amore paritaria e legittima, una conquista sociale e legislativa oramai acquisita nella maggior parte degli stati europei.
     
    In Italia, quale che sia l’orientamento politico che predomina al governo, sopravvive una certa antipatia verso l’idea degli omosessuali quali cittadini paritari. L’omosessualità, considerata da Papa Benedetto XVI una “forma debole e deviata di amore” e più in generale dalla Chiesa una pratica carnale vergognosa, anche dalla classe politica è vista come socialmente destabilizzante, un disturbo biologico e comportamentale, antropologicamente inferiore all’unione eterosessuale.
     
    Soprattutto a causa di certi giudizi sugli ‘uomini che giacciono con altri uomini’ contenute nelle Sacre Scritture e variamente rielaborate dai Padri della Chiesa per giustificare la condanna dell’omosessualità quale pratica perversa (3), si è radicata nei popoli e nelle culture una sorta di memoria genetica avversa all’eros omosessuale che sarà duro sradicare.
     
    Molti tabù e pregiudizi riguardo l’omosessualità e bisessualità sia maschile che femminile sono stati abbattuti, piuttosto recentemente, a partire dagli anni 70 – con la nascita negli Stati Uniti del “Gay Pride” (4), un fenomeno sociale ed epocale molto importante, prima che degenerasse in quella manifestazione grottesca e consumistica che è oggi. Quello che ancora sfugge a molti è che in realtà, la Tradizione dell’Eros Omosessuale, ossia dell’amore e corteggiamento tra uomini, ha radici antichissime ed è stata diffusa tra le più grandi e rispettabili civiltà arcaiche sia asiatiche (Cina, Giappone, Korea…) che occidentali, notoriamente in Grecia (Atene, Sparta, Creta) ma anche nella penisola Italica (Etruria) e, incredibile ma vero, nella Roma antica e imperiale)  (5).
     
    E’ stato veramente un sabotaggio culturale devastante quello che si è imposto nel mondo a partire dal XIII secolo, con la condanna dell’omosessualità codificata da San Tommaso d’Aquina (6) e che ha creato tra i popoli una memoria pregiudiziale e avversa riguardo l’Eros Omosessuale, custode originariamente di preziose pratiche mistico-iniziatiche che avevano come scopo lo sviluppo di certe qualità dell’anima molto importanti, quali eroismo e coraggio virile, virtù morale e lealtà, eleganza dei sentimenti e bellezza animica in senso lato.
    Un uomo corteggia un giovane, Affresco Etrusco 475A.C ca.
    Un uomo corteggia un giovane
    Affresco Etrusco (Tomba del Tuffatore) 475 A.C. ca
    Ora al Museo di Paestum
     
    Nella tradizione dell’eros omosessuale antico convergeva anche la ricerca del piacere erotico e sensuale, considerato una via maestra per l’educazione dello spirito. Narcisismo e voluttà furono anch’essi aspetti molto marcati della tradizione omoerotica nel corso dei secoli, precursori forse di quel consumismo sessuale ed esagerato egotismo che – crediamo – caratterizza il fenomeno “Gay” moderno.
     
    La nostra ricerca tuttavia si interessa principalmente a quelle qualità magiche e straordinarie che l’Eros Omosessuale Maschile, ai suoi livelli più alti, incarna e rappresenta, qualità rimaste forse latenti e pubblicamente inespresse negli ultimi secoli ma comunque attive nell’animo e destinate, secondo noi, a riemergere in forma rinnovata nel futuro.
     
    L’Età dell’Acquario, come abbiamo affermato altrove (7) porterà un profondo rinnovo delle leggi esistenziali conosciute e un rilascio di poteri soprannaturali della coscienza a cui l’uomo non é più abituato, una vera e propria rinascita spirituale che il Vecchio Potere Patriarcale non solo detesta ma che cerca in tutti i modi di annientare e impedire, poiché un’umanità illuminata, libera e altruista decreterebbe la fine del potere centralizzato e l’accumulo di privilegi e ricchezze personali.
     
    Il femminino e la bisessualità (quest’ultima intesa come potere androgino, ossia unione tra maschile/femminile, ragione/intuizione = intelletto mistico, che è poi la caratteristica principale dell’età dell’Acquario) possono, a nostro avviso, contribuire fortemente all’evoluzione del pensiero e della sensibilità umana, se sperimentate e vissute al di là della sfera prettamente sensuale ed egoistico-narcisista.
     
    La Chiesa, tuttavia, piuttosto che mettersi al passo con i tempi ed adeguarsi alle necessità epocali, continua a perpetuare una visione opportunistica e demagogica dell’ordine ‘naturale’ delle cose e mantiene, nei confronti dell’omosessualità, una visione bigotta e involutiva, come ha dimostrato il Pontefice nel suo discorso ai fedeli nell’Ottobre del 2006, a Verona, in occasione del IV Convegno Nazionale della Chiesa Italiana.
     
    Sacralità della famiglia tradizionale e superiorità dell’unione tra uomo e donna, sarebbero verità antropologicamente oggettive che il Santo Padre, rappresentante in terra del Cristo, continua instancabilmente a rivendicare e con lui tutti coloro i quali si identificano con il Cattolicesimo, compresi politici, ecclesiastici, operatori sociali, educatori etc.
     
    Ecco i passi più rilevanti del discorso datato Ottobre 2006:
     
        Pag 5 « … perché l’esperienza della fede e dell’amore cristiano sia accolta e vissuta e si trasmetta da una generazione all’altra, una questione fondamentale e decisiva è quella dell’educazione della persona. Occorre preoccuparsi della formazione della sua intelligenza, senza trascurare quelle della sua libertà e capacità di amare….
       Un’educazione vera ha bisogno di risvegliare il coraggio delle decisioni definitive, che oggi vengono considerate un vincolo che mortifica la nostra libertà, ma in realtà sono indispensabili per crescere e raggiungere qualcosa di grande nella vita, in particolare per far maturare l’amore in tutta la sua bellezza: quindi per dare consistenza e significato alla stessa libertà. Da questa sollecitudine per la persona umana e la sua formazione vengono i nostri “no” a forme deboli e deviate di amore e alle contraffazioni della libertà… In verità, questi “no” sono piuttosto dei “si” all’amore autentico, alla realtà dell’uomo come è stato creato da Dio.
     
    … occorre anche fronteggiare, con pari determinazione e chiarezza di intenti, il rischio di scelte politiche e legislative che contraddicano fondamentali valori e principi antropologici ed etici radicati nella natura dell’essere umano, in particolare riguardo alla tutela della vita umana… e alla promozione della famiglia fondata sul matrimonio, evitando di introdurre nell’ordinamento pubblico altre forme di unione che contribuirebbero a destabilizzarla, oscurando il suo carattere peculiare e il suo insostituibile ruolo sociale. (pag 6)
     
    … occorre … mantenere vivo e se possibile incrementare il nostro dinamismo, occorre aprirsi con fiducia a nuovi rapporti, non trascurare alcuna delle energie che possono contribuire alla crescita culturale e morale dell’Italia.
       Il cristianesimo è infatti aperto a tutto ciò che di giusto, vero e puro vi è nelle culture e nelle civiltà, a ciò che allieta, consola e fortifica la nostra esistenza. San Paolo nella Lettera ai Filippesi ha scritto: “Tutto ciò che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri” (4,8). I discepoli di Cristo riconoscono pertanto e accolgono volentieri gli autentici valori della cultura del nostro tempo, come la conoscenza scientifica e lo sviluppo tecnologico, i diritti dell’uomo, la libertà religiosa, la democrazia. (pag 3)
     
    Estratti dal Discorso di Sua Santità Benedetto XVI ai partecipanti al IV Convegno Nazionale della Chiesa Italiana, Fiera di Verona (Italy), 19 Ottobre 2006
     
    Quando questo discorso fu pronunciato, nel 2006, al governo c’era la sinistra ed era il periodo della proposta di legge (i ‘pacs’) per legalizzare le unioni omosessuali e garantire certi diritti a tutti coloro i quali, omosessuali o no, avessero deciso di convivere senza matrimonio religioso o d’ufficio.
    I “pacs” tuttavia  – che più tardi furono chiamati “dico” – non furono mai approvati, soprattutto per via della violenta e incrollabile avversità del centro destra al disegno di legge.
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    Anche in occasione degli attacchi alla comunità gay nell’autunno 2009 a Roma, si parlò di un disegno di legge che garantisse pene più severe verso gli autori di atti omofonici. Il disegno di legge tuttavia, passata la furia mediatica, non venne mai preso in considerazione dal governo Berlusconi. Al suo posto, una campagna pubblicitaria “progressista” che promuoveva il rispetto e la tolleranza dell’omosessualità, fu mandata in onda per qualche giorno sulla rete televisiva italiana.
      Di seguito vengono riportati alcuni link interessanti sulla posizione della Chiesa riguardo l’omosessualità e le unioni omosessuali – dichiarate non solo “immorali” ma anche “nocive per il retto sviluppo della società umana”.
    La Congregazione per la Dottrina delle Fede ha inoltre emanato precise linee di condotta per i politici Cattolici riguardo la proposta di legge che cerca di legalizzare le unioni omosessuali. Dal testo “CONSIDERAZIONI CIRCA I PROGETTI DI RICONOSCIMENTO LEGALE DELLE UNIONI TRA PERSONE OMOSESSUALI” approvate dal Sommo Pontefice Giovanni Paolo II il 28 marzo 2003:
     
    “Nella Sacra Scrittura le relazioni omosessuali << sono condannate come gravi depravazioni… (cf Rm 1, 24-27; 1 Cor 6, 10; Tm 1, 10). Questo giudizio della Scrittura non permette di concludere che tutti coloro, i quali soffrono di questa anomalia, ne siano personalmente responsabili, ma esso attesta che gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati>>. (*) Lo stesso giudizio morale  si ritrova in molti scrittori ecclesiastici dei primi secoli (*) ed è stato unanimamente accettato dalla Tradizione cattolica”.  “Se tutti i fedeli sono tenuti ad opporsi al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, i politici cattolici lo sono in particolare… Nel caso in cui si proponga … un progetto di legge favorevole al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, il parlamentare cattolico ha il dovere morale di esprimere chiaramente e pubblicamente il suo disaccordo e votare contro il progetto di legge. Concedere il suffragio del proprio voto ad un testo cosi nocivo per il bene comune della società è un atto gravemente immorale”.
     
     
    Versione integrale: www.vatican.va 
     
    Si consiglia anche di visionare il materiale presente sul sito www.obiettivo-chaire.it, un organismo formatosi dopo il 2004, con lo scopo di prevenire e curare l’insorgere di tendenze omosessuali nei ragazzi, negli adolescenti e nei giovani; un altro proposito del gruppo è quello di ricercare le cause spirituali, psicologiche, culturali e storiche che contribuiscono alla diffusione di atteggiamenti “contrari alla legge naturale, riconoscibile dalla ragione rettamente formata”. Secondo l’ideologia del Chaire, l’omosessualità sarebbe una deviazione, un disordine psicologico, una ferita, una “lesione alla propria identità di genere”, nonché un “sintomo di bisogni affettivi non soddisfatti durante l’infanzia o la prima adolescenza”. Si offre quindi una “terapia riparativa” basata su studi di psichiatri e psicoanalisti noti come Freud, Adler, Bieber  e, tra i contemporanei, soprattutto Joseph Nicolosi e Gerard van de Aardweg.
     
     
    Altre fonti d’orientamento catechistico (www.miliziadisanmichelearcangelo.org) considerano l’omosessualità come una condizione patologica che ostacola lo sviluppo integrale della personalità e citano con soddisfazione Osho (che definì l’omosessualità una perversione, in “segreti e misteri dell’eros”) e quelli che sarebbero i tre grandi pionieri della psicoanalisi e della psichiatria – Freud, Jung e Adler, i quali erano concordi nel considerare l’omosessualità come una grave patologia comportamentale, sintomo di un complesso d’inferiorità.
     
    Che l’omosessualità, sia maschile che femminile, sia in certi casi conseguenza di disordini affettivi infantili o adolescenziali, non è, secondo noi, da escludere ed una ‘terapia riparativa’ puo senz’altro beneficiare colui o colei che si ritiene insoddisfatto/a del proprio orientamento sessuale (non sarebbe più opportuno sottoporre i genitori ad una terapia educativa sia prima che dopo la nascita di un figlio?).
     
    La presente news gallery – regolarmente aggiornata e ampliata – è unicamente a scopo introduttivo e non ritiene di essere esauriente nella sua trattazione del vasto, quanto complesso, fenomeno culturale moderno dell’identità Gay (e sua relazione con Stato, Chiesa e futuro ordine sociale). Le informazioni fornite e i fatti riportati sono tuttavia, a nostro avviso, sufficienti per poter rispondere al quesito iniziale: è l’Italia omofobica?
     
     
     Altro argomento che affronteremo in futuro sarà approfondire l’insegnamento della Chiesa sul matrimonio e sulla complementarietà dei sessi (“siate fecondi e moltiplicatevi” Gen 1, 28) come verità evidenziata dalla “retta ragione” e riconosciuta come tale “da tutte le grandi culture del mondo”. Verrà anche approfondita la rivelazione che l’uomo, immagine di Dio, è stato creato eterosessuale, cioè <<maschio e femmina>>.  Secondo alcune tradizioni esoteriche e mitologiche l’uomo primordiale (Adam Kadmon) è stato creato non “maschio e femmina” ma androgino (bisessuato), ed è questa sua natura ermafrodita (che continua ancora oggi in forma non-visibile) che crediamo sia necessario comprendere per avere un quadro più corretto e completo della natura umana e sua evoluzione attraverso le ere cosmiche.
     
    Continua…
     
    Per l’articolo di E. Séroul, vedi la news gallery “Italie est-elle homophobe?”
     
    Pagina aggiornata il 19.03.10
     
     
    NOTE:
     
     
    (1) Per gli antichi romani, la virilità era la massima virtù. Fin dall’infanzia, il romano veniva allevato per essere un dominatore. Come civis romanus egli era destinato ad un compito: conquistare il mondo. L’etica del romano era quella della sopraffazione; sempre e comunque, egli doveva imporsi: sui cittadini, con l’uso politico della parola, su tutti gli altri, quelli che non erano romani, con la forza delle armi e la superiorità delle leggi… “Nella vita personale e familiare…il paterfamilias romano era un padrone assoluto, dai poteri illimitati su tutto quello che gli apparteneva, cose o persone che fossero”. Il mito della virilità romana, che giustamente è stato definito dallo storico P. Veyne “di stupro”, esigeva l’imposizione della volontà del maschio, anche sessuale. Sottomettersi ad un altro significava, per i Romani, vergogna e disonore. “E’ in questo mito, e nella necessità di difenderlo, sta la spiegazione dell’assoluto bisogno, per i Romani, di ribadire che la pederastia era un vizio greco”. (Fonte: Eva Cantarella, Secondo Natura – La bisessualità nel mondo antico, Editori Riuniti, 1988, pagg. 130-131)
     
     
    (2) Nelle sue forme esteriori il vecchio impero é da lungo tempo dissolto, nella realtà giuridica, religiosa, politica ed economica mondiale le sue strutture di governo delle masse sono niente affatto sorpassate, ne é testimonianza l’enorme influenza ideologica della Santa Romana Chiesa (erede dell’antico potere imperiale) e del Cattolicesimo nell’ambito sociale, morale e politico europeo e intercontinentale.
     
    (3) Vedi nota (1) nell’Appendix I “Ave Diabolos – Homosexuality as a mystical experience”, pubblicata in “Celestial Earth” di Erace Lestis. La versione in italiano del testo non è ancora disponibile.
     
     
    (4) La sera del 28 Giugno 1969, il “Movimento di Liberazione Gay” americano eruppe violentemente durante un’incursione della polizia in un bar di New York City chiamato lo “Stonewall”. Il bar, situato in Christopher Street nel quartiere Greenwich Village di Manhattan, era un luogo d’incontro molto popolare tra gli omosessuali. A quell’epoca, nel 1969, era piuttosto frequente che la polizia irrompesse nei bar gay piuttosto prepotentemente e senza alcuna giustificazione. Molti furono i malcapitati clienti fermati, ammanettati e condotti in questura per essere schedati. I loro nomi e indirizzi spesso finivano nelle colonne dei giornali con accuse infamanti di atti sessuali osceni ed altri crimini.
     
    Durante questo periodo di smascheramento pubblico e umiliazione, che spesso implicava lo stigma di malattia mentale (l’Associazione Psichiatrica Americana ha classificato l’omosessualità come malattia mentale fino ai primi anni 70) molte carriere e vite furono irreparabilmente danneggiate.
    Per qualche sconosciuta ragione, l’incursione che la polizia di New York fece nello ‘Stonewall’ si trasformò in rissa e scontro violento quando gli agenti cercarono di arrestare dei gruppi di omosessuali.
    La notizia dei disordini e della rivolta si diffuse velocemente nel Greenwich Village e la notte seguente più di duemila persone, uomini e donne omosessuali, si organizzarono e riunirono per protestare pubblicamente contro le continue persecuzioni della polizia.  Nei giorni che seguirono il Greenwich Village fu invaso da folle di omosessuali arrabbiati e provocatori, decisi a far sentire la loro voce. Le autorità, per evitare che la protesta degenerasse in altri scontri sanguinari e disordini civili, ordinò alle forze di polizia di arretrare.
     
    Per la prima volta nella storia, il successo di Stonewall innescò negli ‘omosessuali’ un qualcosa di esplosivo che non poté più essere messo a tacere (per quanto ci furono dei tentativi al riguardo negli anni 80, con il genocidio mirato dei gay tramite l’HIV e l’AIDS).
     
    Questo qualcosa di ‘esplosivo’ portò alla nascita del Movimento ‘Gay Pride’ e relativa marcia nelle strade, che da New York si estese in altre città americane, per poi ‘contaminare’ il resto del mondo democratico e civile.
    (Fonte: Alan Cantwell Jr. – AIDS and the Doctors of Death, Aries Rising Press 1987 pp. 67-67)
     
     
    (5) Sulla Tradizione dell’Eros Omosessuale, vedi la già citata Appendix I “Ave Diabolos” e relativi riferimenti bibliografici. L’articolo  ‘The Male Eros Tradition’ offre una versione web ridotta dell’appendice, in lingua inglese.
     
     
    (6) Vedi nota (3) nella citata Appendix I.
     
    (7) Erace Lestis, Celestial Earth – The Cosmic Portal of 2012 and the Quest for Spiritual Enlightenment in & beyond the Age of Aquarius, AuthorHouse, March 2009 (precedentemente pubblicato come “Ave Diabolos – Homosexuality as Mystical Experience and Other Esoteric Investigations Into Mankind’s Spiritual Renaissance, AuthorHouse, May 2009)
     
     
    Immagini & testo © Erace Lestis 2009-2010
    Pagina caricata il 14.02.2010
     
     
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    THE JUDAEO-CHRISTIAN TRADITION

    abomination

    “If a man lies with a male as with a woman, both of them have committed an abomination; they shall be put to death, their blood is upon them.”
    Leviticus 20: 13.
     EPHEBIC LOVE
    diver
    Man courting a youth. Fresco wall painting from the Etruscan “Tomb of the Diver” (c. 475 B.C.), now at the Paestum Museum, Italy
    EURYALUS & NISUS
    E&N
    The love-bond between Euryalus & Nisus is told by Virgil in the Eneid
    “Un giovinetto di singolar bellezza Eurialo era, e Niso un di lui fido e casto amante” Virgil, Eneid, V. 425-428 See Appendix I in ‘Ave Diabolos’
    ACHILLES & PATROCLUS
    A&P
    The love-bond between Achilles and Patroclus is told by Homer, in the Iliad.
    “… There are numerous myths which, more or les explicitly, refer to homosexual love affairs: the affair between Zeus and Ganymede, … or Dionysus and Adonis, Poseidon and Pelops, Apollo and Admetus, Hercules and Jason, or Apollo and Cyparissus. These different myths… share a common structure as myths of initiation”
    See Appendix I “AVE DIABOLOS - Homosexuality as mystical experience” in Celestial Earth by Erace Lestis (new edition March 2010)
    THE HOMOSEXUAL TRADITION IN EAST ASIA:
    japan
    China, Korea & Japan
    See Appendix I AVE DIABOLOS
    Z&H
     Zephyros embracing Hiachyntos
    MORAL EVIL
     moralevil4601.JPG
       1986 – Beginning of the AIDS pandemic: Vatican issued a ‘pastoral letter’ on homosexuality. The Roman Catholic guidelines, approved by the Pope, labelled the practice of homosexuality as an “objective disorder” and “an intrinsic moral evil”. In an obvious allusion to the AIDS epidemic, the papal pronouncement condemned homosexuality which could “threaten the lives and well-being of a large number of people.”
       The consequences of such a position (although not new, as the Church’s hostility towards practising homosexuals is well known) were varied and devastating. In the USA, for example: “… all federal inmates infected with the AIDS virus would be transferred to the U.S. Medical Center for Federal Prisons in Springfield, Missouri. Despite rampant homosexuality and forced rape in the prisons, the prison officials decided to withhold condoms from all inmates in order not to condone sex acts between men. By this “moral” decision, officials were insuring the spread of the AIDS virus in their institutions. It was a covert and effective way of “cleaning out” the jails with the genocide of prisoners.”
    Alan Cantwell Jr, AIDS & the Doctors of Death, ARP, 1988 (pag. 144, 163) denouncing/investigating claims that the HIV virus was created as a biological weapon to reduce human population and decimate unwanted ethnic or social  groups (Gays, Blacks…). Cantwell is not alone in affirming this, see ’Celestial Earth’ (written in English) and the HIV articles in the ‘Archivio Italiano’ section (written in Italian).
        male youths
    Male Youths with crown and lyre
    Red-figured kylix interior attributed to the Eretria Painter
    c. 425 B.C.E. San Antonio Museum of Art