• OCCHIO CELESTE, Forum sulla Visione Metafisica
FORUM “OCCHIO CELESTE”
Forum sulla visione metafisica
Perché “Occhio Celeste”?
Con ‘Terzo Occhio’ o ‘Occhio Celeste’ viene di solito indicata la facolta’ di intuizione spirituale e ‘chiaroveggenza’, cioé l’abilita’ di vedere o percepire mondi soprasensibili e realta’ spirituali che sono, sono state o saranno in futuro.
Potere dell’anima ben noto nell’antichita’, la sua conoscenza é stata tramandata in molte dottrine esoteriche (Induismo, Buddismo, Sciamanesimo, Tantra, Primo Cristianesimo, Ermetismo, Alchimia, le arti magiche…) ed é stato, il potere della vista astrale, variamente raffigurato in racconti mitologici di tutto il mondo.
L’attivazione del centro Ajna richiede tempo e dedizione e da solo non é certo sufficiente per ottenere una visione metafisica integrale: tutti gli organi di percezione maggiori dell’anima (i sette chakra) che corrono lungo e oltre la spina dorsale , devono essere consapevolmente e armoniosamente attivati.
Poteri spirituali e psichici vengono spesso sviluppati egoisticamente e egotisticamente e senza dubbio impiegati a scopo di lucro o plagio. C’é da ricordare tuttavia che, non importa quanto veggenti si sia o si diventi, é necessario acquisire un certo grado di saggezza e nobilta’ d’animo prima che si sia veramente in grado di usare la facolta’ di visione metafisica in modo corretto e accurato.
Il Forum ‘Occhio Celeste’ si augura di mettere in evidenza nuovi talenti spirituali e percettivi e celebrare lo sforzo instancabile dell’Umanita’ nel suo tentare di innalzarsi, consapevolmente e per libera scelta, verso il Divino.
ARTICOLO I

ANATOMIA SPIRITUALE DELL’ESSERE UMANO:
Fisico, Eterico, Astrale, Ego, Manas, Buddhi, Atman
La scienza iniziatica considera l’uomo composto di corpo, anima e spirito e distingue all’interno di questa triade magica sette ‘corpi’ (1):
1. Corpo Fisico
2. Corpo Eterico o Vitale
3. Corpo Astrale
4. L’”Io” o Ego
5. Sé spirituale – Manas
6. Buddhi
7. Atma
Attraverso i primi tre ‘corpi’ (fisico, eterico, astrale) l’uomo appartiene al mondo transitorio; attraverso gli altri quattro principi (Io, Manas, Buddhi, Atma) è invece connesso all’eterno. I tre principi superiori manas, buddhi e atma non sono al momento sviluppati. Solo il manas (mente pura – Sé spirituale) comincia a germinare nella maggior parte degli individui e dovrebbe manifestarsi compiutamente verso la fine dell’epoca post-Atlantidea, la presente (circa 7900AD).
CORPO FISICO: L’origine del corpo fisico dell’uomo e degli organi di senso è legata all’azione dei Troni (spiriti di volontà) durante l’epoca cosiddetta Polaris. Questi spiriti celesti – la cui sostanza è definibile come un arcano fuoco cosmico – mettendo in pratica quanto era stato originariamente concepito dai Serafini e Cherubini (spiriti d’amore e delle armonie cosmiche) dotarono l’uomo di calore animico puro che, nelle lunghe ere successive e anche attraverso l’influsso e l’opera delle energie zodiacali, prese lentamente forma e sostanza come il corpo fisico dell’uomo.
Il corpo fisico puo’ essere considerato sotto tre aspetti:
Corpo fisico: ha forma definita e una natura minerale, cioè solida e tangibile; esiste nel tempo e nello spazio ed è soggetto a eredità e leggi del mondo fisico (nascita, morte, gravità etc);
Corpo Eterico o Vitale: tutti gli organi del corpo fisico sono sostenuti dalla corrente del corpo eterico, definibile come una forza vitale formativa in continuo flusso e movimento. Il corpo eterico è un organismo temporale connesso ai ritmi solari, lunari e cosmici (mesi, anni, stagioni, cicli stellari). Esso si manifesta nei processi organici quali respirazione, temperatura corporea, nutrizione, secrezione, sostentamento e riproduzione. Tutto cio’ che vive ha un corpo eterico e, nell’uomo, un corpo eterico attivo è necessariamente ‘illuminato’ da un corpo astrale. Lasciato a se stesso, il corpo eterico puo’ solo mantenere nel corpo fisico uno stato vitale vegetativo. L’origine del corpo eterico dell’uomo e del sistema ghiandolare è legata all’azione dei “Kyriotetes” o “Dominazioni” (spiriti di saggezza) durante l’epoca Hyperborea.
Corpo senziente: distingue quegli organismi che fanno esperienza di sensazioni interne, sentimenti e istinti (animali ed esseri umani), da quelli che non ne fanno (regno vegetale). E’ un organismo soprasensibile ereditato che molto frequentemente opera all’unisono con l’anima senziente. Insieme, corpo senziente e anima senziente sono chiamati “corpo astrale”.
CORPO ASTRALE : L’origine del corpo astrale dell’uomo e del sistema nervoso è legata all’azione dei Dynamis o Virtù (spiriti di movimento) durante l’era Lemuriana. Il corpo astrale ‘contiene’ i sentimenti, le emozioni e le passioni (gioia, felicità, sofferenza, dolore…); desideri e voglie sono anch’esse ancorate nel corpo astrale, altresì chiamato anima umana. Si esprime attraverso il sistema nervoso, esiste nel tempo ma non nello spazio ed è soggetto al suo auto-creato destino (chiamato anche karma o fato). Il corpo astrale connette mondo fisico e mondo spirituale e puo’ essere anch’esso considerato sotto tre aspetti:
Anima senziente (1): attraverso sensazioni, impulsi, istinti e passioni, l’uomo riceve l’impatto del mondo esterno e percepisce se stesso appartenente e legato alla terra cosi come gli animali, poiché anche negli animali sono attivi forti istinti e impulsi. L’anima senziente dell’uomo ha tuttavia il potere di fertilizzare se stessa attraverso il pensiero, divenendo quindi anima intellettuale (2), tramite la quale l’”Io” o Ego puo’ manifestarsi. Aprendosi a intuizioni dal di sopra, cosi come riceve sensazioni dal mondo dei sensi, l’anima – grazie alla facoltà intuitiva – entra in relazione con il mondo soprasensibile e diviene anima spirituale (3).
SPIRITO: E’ attraverso l’anima spirituale che l’uomo ha la possibilità di sviluppare il primo dei tre principi superiori, il Manas (1): il mondo spirituale che si rivela all’”Io”. Manas (o Sé spirituale) è il corpo astrale trasformato e purificato dall’Io in modo tale che non siano più presenti nell’uomo istinti e impulsi bruti o passioni sfrenate ed egoistiche. D’altro canto, manas puo’ anche essere definito come “pensiero puro” “mente pura” o “pensiero superiore”, connesso all’Immaginazione*** metafisica, ossia la visione di mondi e realtà spirituali. Gli altri due principi sono (2) Buddhi, connesso alla Inspirazione*** metafisica, cioè la capacità non solo di vedere ma anche di comprendere i mondi e le realtà spirituali; e (3) Atman, principio connesso con l’Intuizione*** metafisica, ossia la capacità di compenetrare, divenire un tutto unico con le realtà spirituali percepite.
Lo SPIRITO non ha forma, esiste al di fuori del tempo e dello spazio (conosce sia il passato che il futuro), è immortale tuttavia soggetto alla reincarnazione, al ripetersi della vita sulla terra.
L’IO UMANO o EGO : Cio’ che fa esperienza consapevole del permanente è chiamato “Io”. Quando l’uomo diventa cosciente che qualcosa in lui resta permanente e durevole nel flusso cangiante delle esperienze interiori, il senso dell’”Io” (Sé interiore) fa la sua comparsa. L’Io umano s’illumina particolarmente nell’anima spirituale ma compenetra comunque sia l’uomo nella sua interezza. L’ancoraggio dell’uomo al suo “Io” (Ego) è connesso alla solidificazione del regno minerale e alla condensazione geologica terrestre. Prima che la Terra si solidificasse e divenisse fisica come lo è al presente, l’uomo aveva (a partire dall’epoca Atlantidea) la tendenza all’Io ma non l’Io stesso.
“Il Dio che risiede nell’uomo, - è Lui che parla quando l’anima percepisce e conosce sé stessa come “Io”… L’Io è di natura ed essenza simile a quella Divina” (Rudolf Steiner).
Il corpo fisico si disintegra se non viene tenuto insieme dall’eterico; il corpo eterico a sua volta diventa incosciente se non è irradiato e illuminato dall’anima (corpo astrale) dell’uomo; il corpo astrale non potrebbe mantenere memoria di fatti e eventi se non ci fosse l’ attività cosciente dell’Io.
La vitalità (vita, energia vitale) sono tipici del corpo eterico; la consapevolezza del corpo astrale, la memoria dell’Io. L’uomo appartiene a tre mondi (fisico – animico – spirituale) e ha il corpo fisico in comune con i minerali; il corpo eterico in comune con le piante; il corpo astrale con quello animale; l’Io o Ego in comune con il Divino.
NOTE:
(1) Vista nei suoi particolari, la suddivisione dei corpi sottili dell’uomo ne comprende 9:
1. Corpo Fisico; 2. Corpo Eterico o Vitale; 3. Corpo animico; 4. Anima Senziente; 5. Anima Intellettuale o mentale; 6. Anima Spirituale; 7. Manas – Sé Spirituale; 8. Buddhi; 9. Atma
Corpo animico (3) e anima senziente (4) operano come unità nell’uomo terreno e tale unione è definita Corpo Astrale. Allo stesso modo anima spirituale (6) e Sé Spirituale (7) formano un’entità unica. Se si considerano l’anima intellettuale e l’anima spirituale come le due facce inseparabili dell’Io, l’uomo risulta composto dunque di sette parti: 1) fisico; 2) eterico; 3) astrale; 4) Ego; 5) Manas; 6) Buddhi e 7) Atman.
Esistono molteplici dottrine esoteriche e scuole occulte orientali e occidentali che trattano della divisione settenaria dell’uomo. Il materiale qui proposto è principalmente basato sulla ricerca di Rudolf Steiner.
Testo Erace Lestis © 2009

VEDERE L’INVISIBILE
L’Occhio Celeste & I Mondi Soprasensibili
© Erace Lestis
Con “Occhio Celeste” o terzo occhio si fa riferimento, come accennato, alla facoltà di vedere e/o percepire mondi e realtà spirituali che sono, sono stati o saranno. Per comprendere meglio il valore e, in certi casi, il limite di questo straordinario organo spirituale, è necessario collocarlo nel contesto di ciò che potremmo definire geografia metafisica.
Il mondo metafisico, secondo la tradizione esoterica europea (1), puo’essere suddiviso in tre ‘regioni’ superiori, come viene di seguito elencato. Si rileva il fatto che questi tre mondi ‘superiori’, il mondo fisico e, come vedremo, il mondo inferiore o subterraneo, non sono separati tra loro (2) ma si compenetrano e influenzano a vicenda – cosi come il corpo fisico, corpo eterico, l’anima e l’Io dell’uomo costituiscono un tutto dinamico e vitale (3).
1. MONDO DEL SUBLIME: Spirito Eterno, Respiro Divino/ Empireo (Cielo delle Stelle Fisse)/ Sapienza, Amore/ Intuizione ♦ 2.ARMONIA DELLE SFERE: Le 9 Sfere del Regno Celeste (Angeli, Arcangeli, Archai… Cherubini, Serafini)/ Suono, Canto, Tonalità Primarie, Armonie Eteree/ Educazione, Conoscenza, Scienze Mistiche & Esoteriche/ Innamoramento/ Inspirazione ♦ 3.MONDO ASTRALE: Mondo dei “Fantasmi” (Spiriti Elementali, Dei e Demoni)/ Immagini, Colori/ Sensazione, Sentimento, Sensualità, Edonismo, Voluttà/ Eros & Magia (Magia Naturalis)/ Immaginazione ♦ 4.MONDO FISICO: Il mondo delle Forme Create – realtà visibile e tangibile (Era Post-Atlantidea 8000aC-8000dC ca.) ♦ 5.MONDO SUBTERRANEO: Le 9 Sfere del Regno Sotterraneo: Forze Occulte Primordiali/ Sadismo, Immoralità, Istinto, Sessualità animale/ Satanismo & Magia Nera/ Sub-Natura, Magnetismo, Elettricità/ Arti meccaniche e tecnologiche (4)♦
L’Occhio Celeste è dunque quella peculiare capacità percettiva e conoscitiva che mette in contatto l’essere umano con i mondi invisibili – Mondo Astrale, Mondo Eterico e Mondo Divino – in proporzione al grado di illuminazione spirituale raggiunta dall’individuo.
Al Mondo Subterraneo, che pure può essere definito come non-visibile, sarà dedicato un articolo a parte. Per il momento si accenna al fatto che il regno subterraneo compenetra comunque i livelli più inferiori dell’Astrale ed influenza sia l’agire dell’uomo che la vita sulla terra (cataclismi naturali e devastazioni). L’uomo, a sua volta, tramite istinti, passioni e azioni immorali, scuote e infuoca le sotterranee forze occulte primordiali, aggravando cosi l’intensità e frequenza di terremoti, eruzioni vulcaniche, incendi, tempeste, cicloni etc.
IL MONDO ASTRALE: L’Astrale é chiamato anche Mondo Fantastico, Immaginale o Mondo Elementale poiché in esso si manifestano una varietà impressionante di fenomeni e spiriti elementali, dei e demoni la cui natura non è sempre bonaria o benevola.
Attraverso l’Immaginazione – che Giordano Bruno (5) definì virtù fantastica – l’uomo entra a far parte dell’astrale cosmico e scopre una dimensione visiva esuberante e prolifica, variegata e multicolorata dove tutto é in continua trasformazione. La legge della metamorfosi governa infatti il mondo astrale: ogni cosa cambia e diventa qualcos’altro e altro ancora. Perpetua trasformazione, cambiamento, movimento, fluidità, dinamismo e agitazione: nel mondo immaginale tutto è in uno stato incessante di flusso e metamorfosi. La caratteristica principale del Mondo Astrale – o mondo dell’anima – è la sua mobilità e plasticità, cosi come suscettibilità e incalzante desiderio fanno dell’Astrale la dimensione sensuale e animistico-animale per eccellenza. Qui hanno radice infatti gli appetiti e istinti più sfrenati o brutali di natura animale cosi come le migliori o peggiori qualità e pulsioni dell’anima umana. Virtù e vizi; desideri, bramosie e piaceri; tutte le emozioni e i sentimenti; le infatuazioni, i rapimenti estatici, gli ardori erotici e le passioni hanno dimora nell’astrale. E’ qui che nascono ed operano le due forze dinamiche principali che determinano il nascere e crescere delle relazioni umane: simpatia e antipatia, cioè attrazione e repulsione (l’Eros degli antichi, inteso come magnete universale, forza cosmica eccelsa e divina o anche daemum magnus - grande demone)
A livello individuale, le modalità di manifestazione di esseri o fenomeni astrali (apparizioni, visioni, incontri ‘ravvicinati’) dipendono dalla qualità o condizione interiore animica di colui o colei che è protagonista di tali esperienze extra-sensoriali. Poiché la natura o essenza di un essere o fenomeno astrale interagisce immediatamente con la qualità intellettuale e spirituale-animica dell’’osservatore’, lo stesso fenomeno, immagine o essere elementale puo’ assumere caratteristiche completamente diverse in base a chi si trova davanti. Se l’osservatore e il fenomeno astrale si attraggono a vicenda significa che la percentuale di “simpatia” è superiore alla percentuale di “antipatia” e puo’ quindi verificarsi una crescita conoscitiva che invece non avviene se tra i due ‘interlocutori’ c’è neutralità o reciproca repulsione (antipatia) – in questo caso le due realtà collidono e si respingono a vicenda.
Secondo la ricerca antroposofica possono essere osservati diversi strati o livelli del mondo astrale (nove in tutto) e l’anima umana soggiorna (durante il sonno o dopo la morte, come vedremo) in uno o l’altro di questi livelli in base al suo agire durante la vita fisica.
Nel suo insieme la dimensione astrale può essere definita come il campo d’azione di infinite forze animiche qualitativamente varie che interagiscono tra loro o non interagiscono; crescono, si espandono o restano immutate nel confronto; si attraggono o respingono a vicenda, irradiano luce e vitalità oppure sono come enormi buchi neri che invece risucchiano senza sosta l’energia circostante.
Quanto segue è solo un accenno indicativo alla fondamentale, variegata e ricca nonché complessa realtà del mondo animico, al cuore del quale rimane la sua funzione essenziale: permettere all’uomo di crescere interiormente ed evolvere spiritualmente attraverso l’esperienza dei sensi fisici e della vita terrestre.
Al grado più basso del mondo astrale troviamo la regione dell’Ardente Desiderio, dove dominano avarizia e insaziabile desiderio, sintomi di un vuoto d’identità che determina un astrale cavo che sembra non soddisfarsi mai. E’ la regione degli impulsi animali e istinti primari, della sensualità senza freni e egoista alla ricerca del compiacimento continuo. E’ questa la regione dove le anime di coloro che vivono una vita dedita unicamente all’egoismo e compiacimento dei sensi, sperimentano un lungo periodo di profondo e oscuro malessere – una privazione dei piaceri più amati che ha lo scopo di far nascere nella coscienza un senso più nobile della vita.
Si passa poi alla regione della Fluente Suscettibilità: qui troviamo un Astrale piuttosto neutro, dove antipatia e simpatia sembrano equilibrarsi e la sostanza animica non è cosi cava o ‘ingorda’ come nella prima regione. Forme e immagini si avvicinano tra loro senza particolare attrazione o contrasto, fluiscono nello spazio astrale come presenze perfettamente plastiche e mobili e restano costantemente suscettibili al loro ambiente. Sembrano avere una certa affinità con tutto ciò che le circonda.
In questa regione passano o soggiornano le anime di coloro che durante la vita fisica coltivano un atteggiamento superficiale o opportunistico, che si lasciano andare a piaceri passeggeri e sono facilmente influenzabili da quale che sia stimolo esterno. Qui l’anima sperimenta il dolore della coscienza circondata dal niente e dal vuoto assoluto, poiché tutto il restante mondo astrale la repelle.
Ancora, coloro i quali si identificano nel corpo e nei sensi fisici e considerano la vita materiale come realtà essenziale (molti suicidi rientrano in questa categoria), soggiornano in un’altra regione dell’astrale dove percepiscono se stessi come annientati dentro – svuotati – e sperimentano la straziante sensazione di aver perso se stessi.
Salendo di grado, si entra nelle zone più alte dell’astrale, dove si viene irradiati di Luce, Forza e Vita animica. Passano o soggiornano nella regione della Luce Animica le anime di coloro i quali durante la vita fisica non si sono persi nella soddisfazione dei desideri primari ma hanno coltivato genuino interesse per l’ambiente che li circonda e cercato di compenetrarne il valore spirituale intrinseco. Ogni edonismo o tendenza al conforto e compiacimento sensualistico (ottenibile cioè tramite i sensi fisici ) – per quanto sottile o inconsapevole – viene ‘purgata’ in questa regione per permettere alla coscienza di liberarsi di quei desideri ed egotismi che la legano al mondo terreno.
Nella successiva regione della Forza Animica Attiva vengono ‘purgate’ tutte quelle tendenze, anche idealiste o creative, che procurano un certo tornaconto o compiacimento personale. Certi artisti o scienziati e coloro i quali svolgono un’attività che li appaga, li soddisfa o gli procura piacere e li realizza, rientrano in questa categoria – cosi come coloro che amano essere lusingati o onorati – nella misura in cui il piacere che provano li lega all’egotismo e al mondo dei sensi.
L’ultima regione, quella della Vita Animica, è dove l’anima, purgata o purificata da tutti quegli aneliti, piaceri, desideri o affinità che la legano al sensuale e al fisico – può essere completamente ri-assorbita dal mondo astrale cosmico. La coscienza, ora libera e liberata, può librarsi nel mondo spirituale (Armonia delle Sfere) e continuare la sua crescita evolutiva.
Nell’Astrale, o mondo dell’anima, si manifestano:
L’Anima umana individuale (personale, unica, connessa allo sviluppo dell’Io) e collettiva (tribale, nazionale, etnica, razziale…, connessa al progresso della civiltà e epoche storiche);
L’Anima Animale, relativa alle singole specie; è nella dimensione astrale che risiede l’”Io” (identità e consapevolezza di sé) di ogni singola specie animale (6);
L’Anima Cosmica, cioè la luminosa dimensione dell’astrale cosmico che tutto comprende e in cui tutto si manifesta, chiamata dai medioevalisti “anima mundi”, dagli alchimisti “materia prima” e dagli Indù “akasha” (sanscrito ‘kash’ = che irradia, splende) (7);
Come accennato, i momenti principali di contatto tra l’anima umana e l’Astrale sono: 1) la notte, nel sonno (sogno), quando corpo fisico ed eterico rimangono nel letto mentre l’astrale e l’Io viaggiano nella dimensione spirituale, sebbene siano rarissimi i casi in cui questo avvenga consapevolmente. Nella maggior parte dei casi infatti (vedremo in altra sede perché questo avviene) l’uomo – da sveglio – non ricorda o ricorda solo confusamente e frammentariamente, le sue esperienze oniriche. Altro fondamentale contatto avviene 2) durante il periodo che passa tra la morte fisica e la rinascita, il ‘purgatorio’ di molte tradizioni religiose o l’aldilà di cui parlano il Libro Tibetano dei Morti e il Libro dei Morti Egizio.
Ci sono molti altri casi durante i quali si possono verificare incontri dell’Io con l’astrale cosmico, come per esempio nella malattia mentale, nella trance sciamanica, negli stati profetici, estatici o mistici. Anche in caso di inspirazione artistica si entra nella luce astrale, tuttavia la rilevanza dell’opera creata dipende non dall’originalità immaginaria ma dal contenuto spirituale che la anima.
Sostanze stupefacenti di vario tipo e qualità o certe pratiche magiche occulte, possono produrre un’esperienza dell’astrale troppo intensa, corrotta o contorta, molto spesso incontrollabile e incontrollata con conseguenze anche gravi per la salute psico-fisica dell’individuo.
Per capire meglio le complesse dinamiche che regolano l’interazione dell’uomo con il mondo astrale e il livello di ‘purezza’ o genuinità che visioni, inspirazioni, apparizioni, messaggi celesti o profezie possono avere, è fondamentale comprendere come l’anima umana sia non solo animata e mossa da grandi ideali e virtuosismi che l’Io acquisisce nel tempo e grazie a coraggio, giudizio, sacrificio, altruismo e forza di volontà. L’anima dell’uomo é anche e soprattutto influenzata da una serie di impulsi animali ed egoismi dietro i quali si celano spesso energie, entità o presenze oscure.
La scienza esoterica afferma infatti che il corpo astrale dell’uomo è permeato da esseri invisibili conosciuti in mitologia e teologia come “demoni”, esseri creati dall’uomo stesso tramite intolleranza, sopraffazione, pensieri negativi, cinismo, sarcasmo, invidie e bramosie incontrollate, opportunismi, bugie, falsità e menzogne, cattive intenzioni e azioni immorali o ‘ingiuste’ quali omicidio, violenza eccetera – un’insieme grottesco e piuttosto folcloristico che l’uomo accumula nel corso delle sue ripetute incarnazioni terrestri.
Volendo approfondire l’argomento, si possono altresì notare esseri demoniaci che compenetrano non solo l’astrale, ma anche il corpo eterico e fisico dell’uomo. Nel corpo eterico sono osservabili infatti ‘spettri’ (generati da odio, disprezzo, relazioni sociali disarmoniche, arido intellettualismo), mentre nel fisico la visione occulta è in grado di identificare ‘fantasmi’ (generati da manipolazione, calcolo, calunnia…) – esseri oscuri e negativi di cui l’uomo si puo’ liberare solo attraverso la crescita etica e l’auto-consapevolezza (conoscenza) spirituale.
Alcuni di questi demoni, spettri e fantasmi dopo la morte fisica dell’essere umano a cui appartengono si “distaccano” e inquinano il mondo spirituale, similmente all’inquinamento causato dalle anime dei morti di morte violenta (soprattutto vittime di crimine, assassinio e tortura). Queste anime rimangono ‘imprigionate’ negli strati inferiori dell’etere terrestre (l’Ade, o regno degli Inferi della mitologia greca) e possono emanare energie nefaste sia per l’uomo che per l’ambiente.
Certe presenze o esseri elementali negativi di cui l’uomo non vuole, non puo’o non riesce a liberarsi gli restano ‘attaccati’e lo accompagnano nella prossima vita o incarnazione terrena.
“Demoni” e “spiriti elementali” non sono sempre di natura demonica o malvagia, sono infatti ‘buoni’ o magnificamente luminosi tutti quegli spiriti guida o presenze angeliche ancestrali che l’uomo crea nel corso della sua evoluzione karmica attraverso la generosità, il pensiero creativo, la raffinazione dei sensi, l’amore, il sacrificio, l’altruismo e l’eroismo, la conquista della saggezza e la comprensione dei misteri della vita.
La tradizione che considera il mondo astrale o mondo dell’anima come popolato da esseri fantastici a noi invisibili è antichissima e nelle sue variegate espressioni la si ritrova non solo in molte mitologie, religioni, leggende e folclori del mondo – dall’arcano Tibet ai Druidi e Caldei; dai Babilonesi agli Egizi; dalla Grecia antica al Paganesimo, dal Medioevo Gotico al Rinascimento Italiano del XV secolo – ma è anche, questa tradizione ‘animistica’, la base e il presupposto di molte arti e scienze misteriche quali la divinazione, la magia, l’alchimia, la medicina, la teurgia …
A detta di molti occultisti la conoscenza misterica dei popoli antichi era semplicemente reminescenza più o meno sbiadita delle straordinarie capacità psichiche e immaginali possedute dagli Atlantidei ed era inoltre – quella di Atlantide – un’era quando ancora il mondo fisico degli uomini e il mondo metafisico degli dei non erano separati.
Dopo la catastrofe finale che vide l’inabissamento del loro continente – tra il 12000 e 10500 aC circa – furono molti gli Atlantidei che migrarono in altre parti del mondo, alcuni in oriente, altri in occidente (Europa compresa) dando vita a nuovi gruppi e a nuove grandiose civiltà.
In “Eros e Magia nel Rinascimento” (8) leggiamo: “Oltre agli dei, agli eroi e ai grandi personaggi come Platone, altre entità, secondo i Caldei, popolavano il mondo sovrannaturale e talvolta si rendevano visibili all’occhio umano; erano queste i demoni, che potevano essere buoni o cattivi… quelli che risiedevano in permanenza nelle regioni sovracelesti, e le anime umane disincarnate che si trasformavano in demoni per mille anni, alla fine dei quali rientravano poi nel ciclo della metemsomatosi.”
Il neoplatonico Giamblico (III sec. dC), nel suo trattato Sui Misteri d’Egitto, tradotto dal latino da Marsilio Ficino, fornisce precise informazioni sugli esseri sovracelesti, da lui suddivisi in classi: in cima gli dei ipercelesti e le anime degli astri, o dei celesti; vengono poi gli arcangeli, gli angeli, i demoni, i principati, gli eroi, i principi e le anime umane disincarnate.
“L’aspetto notevole del testo di Giamblico sta nell’informarci che <tutte le presenze superiori possono essere evocate, e si mostrano sotto diversi aspetti>, a seconda della categoria cui appartengono, e nel descrivere minuziosamente le manifestazioni degli esseri dell’invisibile. Gli dei, gli arcangeli e gli angeli hanno aspetti semplici e uniformi; i demoni, i principati, gli eroi e le anime umane hanno apparenze varie e complesse… gli dei sono maestosi e soccorrevoli, gli arcangeli sono terribili ma affettuosi, gli angeli sono soavi, i demoni sono spaventosi, gli eroi ispirano meno venerazione di questi, i principati sono luminosi, i principi sono dannosi e ostili, le anime assomigliano agli eroi.
Le apparizioni degli dei, degli arcangeli e degli angeli non producono movimenti di sorta. I demoni, invece, turbano l’ordine e ispirano terrore. I principati sono maestosi e saldi. Gli eroi sono mobili e frettolosi. I principi fanno fracasso… Gli dei, gli arcangeli e gli angeli sono di meravigliosa e incomparabile bellezza. I demoni sono belli in sé e per sé, gli eroi nell’espressione del loro coraggio, i principati hanno la bellezza come qualità principale, laddove la bellezza dei principi è artificiale, elaborata. Le anime partecipano della bellezza demoniaca e eroica.
Beninteso, vi sono anche demoni malvagi. E’ vero, ci informa Proclo [altro neoplatonico di cui Marsilio Ficino ha tradotto Sull’anima e il demone e Del sacrificio e della Magia N.d.A.] che gli eroi, i demoni e gli angeli sono esseri superiori che godono della visione della bellezza intelligibile, ma vi sono anche demoni cattivi, e tanto più pericolosi per il fatto che possono manifestarsi sotto l’apparenza di demoni benefici per confondere il sacrificante.”
“Quanto ai demoni malvagi, i quali risiedono vicino alla terra, è necessario almeno ottenerne l’indifferenza, poiché quando sono irritati la loro azione può essere estremamente dannosa. In realtà, essi sono dotati di un corpo spirituale che è mortale e che ha bisogno di essere nutrito; quando sono contrariati, non arretrano davanti a nessuna malvagità, suscitando passioni funeste nella fantasia umana, ma provocando anche fenomeni fisici come i terremoti o la distruzione dei raccolti. Di che si nutrono? Essendo il loro corpo una sorta di vapore, essi apprezzano l’odore della carne, delle fumigazioni e del sangue, ed è per tale motivo che affluiscono in massa sui luoghi di sacrifici di animali.”
Anche Giordano Bruno si occupò di demonologia e magia e considerava indispensabile il dialogo tra l’uomo e i ‘fantasmi’ che popolavano la dimensione astrale: “I demoni sono spiriti invisibili che hanno la facoltà di agire sul senso interno [phantastica virus N.d.A.]; essi producono allucinazioni visive o auditive, o le une e le altre insieme. Bruno ne distingue cinque classi. Quelli della prima, che rispondono ai demoni sotterranei e acquatici di Psello [altro neoplatonico N.d.A.], sono bruta animalia privi di ragione. Quelli della seconda, che abitano le rovine e le carceri, appartengono ad un genere <timido, sospettoso e credulo>; dal momento che sono in grado di udire e comprendere il linguaggio articolato, possono essere invocati. Quelli della terza sono <di un genere più prudente>; abitano l’aria e sono particolarmente temibili poiché inducono in errore gli esseri umani tramite l’immaginazione e promesse ingannevoli. Quelli della quarta, che abitano l’etere, sono benefici e splendenti. Quelli della quinta, che abitano il fuoco stellare, a volte son detti dei o eroi, ma in realtà sono i ministri dell’unico Dio, e i cabalisti li chiamano Fissim, Seraphim, Cherubim, eccetera (De Magia, III, pp. 427-428).”
Gli spiriti, secondo Bruno, vivono ovunque e sono invisibili, a eccezione delle prime classi – quelle dei demoni acquatici e terrestri –, i cui corpi sono più grossolani e che possono rendersi visibili in determinate circostanze.
La percezione del mondo astrale é dunque legata a molti fattori e circostanze ed una sana, organica ed avanzata capacità immaginativa non può prescindere dalla conoscenza integrale di se stessi come entità spirituali e delle leggi cosmiche che regolano la vita. E’ probabile che senza lo sviluppo dei livelli avanzati di percezione metafisica (Inspirazione e Intuizione), il talento visionario da solo (Immaginazione) risulti fallace o superficiale. Partecipando anche in minima parte alla realtà integrata dell’ astrale-eterico-spirituale (sentimento, pensiero puro e illuminazione), l’ “occhio celeste” acquista, di fatto, una capacità chiaroveggente superiore.
L’Immaginazione ci rende ‘spettatori’ di uno spettacolo fantastico di colori, immagini e metamorfosi (gli Effetti). Con l’Inspirazione si sale di livello e si arriva a conoscere gli artefici primari o gli ‘autori’ (le Cause) di tali fenomeni fantastici; si acquisisce il senso della loro manifestazione e correlazione; si comprende la trama, il senso o il filo conduttore che lega gli elementi dello ‘spettacolo’. Tramite l’Intuizione si arriva ad una profondità conoscitiva assoluta e organica. Si diventa, infatti, parte dei fenomeni stessi e li si conosce e apprezza dal loro interno; è come se l’osservatore e l’osservato diventino una cosa sola e la loro unione si trasformi in conoscenza, comprensione e crescita.
NOTE:
(1) La Scienza Antroposofica e la Teosofia dei Rosacroce.
(2) E’ bene ricordare che quando in Occultismo si parla di mondi ‘superiori’, si intendono mondi che ci circondano e compenetrano sempre, in ogni istante della nostra vita – il problema vero è di natura percettiva, poiché per percepire dimensioni soprasensibili occorre sviluppare organi di senso soprasensibili.
(3) Vedasi articolo “Anatomia spirituale dell’essere umano”
(4) Le arti meccaniche e tecnologiche – lungi dall’essere un prodotto artistico o naturale – sono in realtà, secondo Rudolf Steiner, espressione di ciò che si può definire “sub-natura” (sotto-natura). La Meccanica è un’”arte” puramente terrena e non ha origini cosmiche, come invece hanno le leggi naturali di colore e musica, per esempio, che solamente quando entrano nella sfera umana e terrena vengono permeate dalla meccanica. L’uomo stesso incontra ciò che è tecnologico e meccanico solo entrando nel mondo terreno: “La maggior parte di ciò che compenetra la tecnologia moderna, ormai cosi altamente intessuta con la vita umana, non è affatto Natura, ma Sub-Natura. E’ un mondo che emancipa se stesso dal Naturale – si emancipa in una direzione inferiore… Il Divino-Spirituale connesso con l’origine dell’evoluzione umana è completamente assente dal meccanico-materiale. E’ Ahriman che governa questo reame.” – Rudolf Steiner, Leading Letter 29, Leading thoughts 183-185, Marzo 1925; brano tradotto in italiano dall’autore. Si veda “The Interior of the Earth – An Esoteric Study of the Subterranean Spheres”, Rudolf Steiner Press 2006
(5) Giordano Bruno (1548-1600). Arso sul rogo a Roma su ordine della Santa Inquisizione poiché proclamava che l’uomo, grazie alla suprema facoltà dell’immaginazione (phantastica virtus) poteva entrare in contatto con gli esseri e spiriti invisibili (phantoms) del mondo spirituale, siano essi angeli o demoni. All’immaginazione, Bruno legava la necessità di lasciarsi possedere primo fra tutti dal ‘furore’emozionale ed erotico, poiché è solo tramite l’esperienza di emozioni e sentimenti intensi che la conoscenza diventa saggezza. I quattro ‘furori’ principali identificati da Giordano Bruno sono: 1) Furore poetico, inspirato dalle Muse; 2) Furore religioso, inspirato da Dioniso; 3) Furore profetico, inspirato da Apollo; 4) Furore erotico, inspirato da Eros, che Bruno considerava il supremo;
L’idea centrale del filosofo Nolano era che studio e pratica di Arte, Immaginazione, Eros*, Magia, Memoria**, Fede*** e Furore avrebbero permesso all’uomo di elevarsi verso la dimensione metafisica e acquisire potere sia conoscitivo che magico, cioè pratico.
(* Eros come ‘grande demone’, magnetismo universale e forza cosmica che unisce tutti i mondi; ** Memoria come arte che trasforma la mente in un archivio cosmico; *** Fede intesa come consapevolezza di dimensioni superiori - supra mundi); Fonte: Frances A. Yate, Giordano Bruno e la Tradizione Ermetica, Routledge 196
(6) Tutti i componenti di una specifica specie animale, per esempio tutti i leoni o tutte le aquile, partecipano di una intelligenza comune (anima di gruppo) che li identifica appunto come leonini o rapaci. Il singolo animale, certamente in grado di provare dolore, sofferenza, compiacimento e cosi via, non possiede un “io” o una personalità, non è in grado di pensare e provare sentimenti superiori ma agisce unicamente per istinto e necessità naturale. Tuttavia, ogni singolo animale che vive sulla terra è come un ‘frammento’ connesso – tramite filamenti eterici, invisibili all’occhio umano – ad un “Io” che vive nel mondo astrale. Questo “Io” costituisce di fatto la consapevolezza individuale della specie in questione, sia esso l’”Io” dei cavalli, dei leoni, delle aquile, dei delfini eccetera. E’ tramite la loro capacità di penetrare e viaggiare nell’astrale che gli stregoni, gli sciamani, gli Indiani d’America e molte altre tribù e civiltà antiche, potevano ‘conversare’ con l’anima delle tigri, delle aquile, dei bufali e via dicendo (e da loro ricevere rivelazioni o segrete ricette per pozioni e medicamenti), se non addirittura dedicarsi ad un vero e proprio culto religioso di animali considerati sacri o investiti di poteri divini (si pensi all’antico Egitto).
Nell’Astrale dimora la sacralità della specie animale. Nel Mondo Eterico (armonia delle sfere) dimora la sacralità del regno vegetale, cioè delle piante. Nel Mondo del Sublime è possibile ‘conversare’ con l’anima del regno minerale (pietre, cristalli…).
(7) Nella Dottrina segreta della Blavatsky, l’Anima Cosmica è chiamata Spazio Universale, nella Cabala Luce Astrale mentre in Antroposofia è connessa con le ‘Croniche dell’Akasha’, queste ultime definibili come gli scritti segreti dove vengono registrate le memorie del mondo dalla sua creazione alla fine dei tempi. E’ tramite la ‘lettura’ di questi registri cosmici che il veggente acquisisce conoscenza dei misteri della vita.
(8) Ioan P. Couliano, EROS e MAGIA nel RINASCIMENTO, Il SAGGIATORE 1987 (pagg 215-261)
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